Prodotti biologici al supermercato: come riconoscerli

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio boom dei prodotti biologici, che se dapprima occupavano soltanto un ripiano nei supermercati oggi rappresentano una buona parte dell’interna offerta. Molti negozi della grande distribuzione come Conad, Esselunga, EuroSpin, Coop e Carrefour mettono a disposizione dei loro clienti tantissimi prodotti biologici, dai biscotti alla pasta, dalle marmellate al vino.

Ovviamente esistono anche i punti vendita specializzati negli alimenti biologici, come ad esempio ViviVerde e NaturaSI, che propongono un’ampia selezione di prodotti per la cura della persona e alimenti rigorosamente biologici. Ma come fare a capire se un olio extravergine d’oliva o un pacco di biscotti sono veramente biologici? Per farlo bisogna leggere attentamente l’etichetta e controllare le certificazioni. Vediamo come fare.

Prodotti bio: normativa di legge ed enti di controllo

In Europa e soprattutto in Italia vantiamo una delle normative sulla tracciabilità dei prodotti migliori del mondo. Capire se un alimento sia realmente un prodotto biologico oggi non è così difficile, inoltre grazie alle etichette sempre più esaustive si possono conoscere molte altre informazioni importanti, tra cui la provenienza della materie prime, gli impianti di lavorazione e la presenza di sostanze che non rispondono ai criteri del mondo Bio.

La normativa di riferimento in Europa è il Regolamento CEE n.2092/91 del 24 giugno 1991, un insieme di norme che sancisce i criteri di produzione biologica di prodotti agricoli e derrate alimentari. All’interno sono riportate alcune indicazioni fondamentali, che permettono di stabilire quali prodotti possono ottenere le certificazioni biologiche.

Ad esempio sono presenti le limitazioni europee sull’utilizzo di fertilizzanti e antiparassitari di origine chimica, nocivi per l’ambiente e per la salute umana, le tecniche colturali che le aziende devono usare, le quantità di concimi e prodotti di sintesi accettati, i metodi di raccolta, impacchettamento e produzione, i criteri di mantenimento degli animali, il divieto alla contaminazione incrociata con prodotti OGM e così via.

I controlli sono una diretta responsabilità del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, che attraverso una serie di società dislocate sul territorio nazionale provvede regolarmente alle verifiche e agli esami di laboratorio. L’elenco completo si trova sul sito del Ministero a questo indirizzo, può essere scaricato in formato PDF oppure letto direttamente online.

Si tratta in tutto di 18 enti di controllo, tra cui:

  • Codex SRL – CT – www.codexsrl.it
  • Suolo e Salute SRL – PU – www.suoloesalute.it
  • BIOS SRL – VI – www.certbios.it
  • ICEA – BO – www.icea.info
  • Valoritalia SRL – RM – www.valoritalia.it

Etichette dei prodotti biologici: quali sono e come leggerle

Come abbiamo visto le aziende del settore biologico devono sottostare a rigidi vincoli, imposti sia dalle normative di legge italiane che europee. Tutto questo processo viene riassunto all’interno dell’etichetta, che offre ai consumatori un modo standardizzato per effettuare delle semplici e veloci verifiche, di modo da comprare soltanto prodotti biologici di qualità ed evitare truffe e raggiri al supermercato.

Le etichette biologiche sono vincolate al Regolamento CE 834/2007, che impone regole sull’indicazione dell’origine del prodotto, gli ingredienti utilizzati, sugli enti di controllo che hanno sopposto a verifica l’azienda e l’origine delle materie prime in caso di lavorati o semilavorati. Solitamente nella prima parte dell’etichetta viene riportato il marchio del produttore, mentre subito sotto la denominazione di vendita.

In questa voce possono inserire la dicitura biologica soltanto le imprese i cui prodotti sono realizzati biologicamente per almeno il 95% della filiera. Più in basso sono elencati i vari ingredienti, in maniera semplice per quelli di origine non biologica, oppure contrassegnati da un asterisco o dalla parola BIO in caso contrario.

Ancora sotto si devono trovare il peso netto del prodotto, il marchio CE, obbligatorio dal 1° luglio 2010, l’indicazione sull’origine, UE o Extra UE, il codice IT per mostrare che si tratta di un prodotto italiano, il numero dell’operatore registrato e un codice a 3 cifre che rimanda all’ente di controllo assegnato dal Ministero dell’agricoltura.

Infine sulla parte inferiore dell’etichetta dei prodotti biologici devono essere mostrati i dati sociali dell’azienda produttrice e del confezionatore, le indicazioni per il consumo con la data di scadenza e le modalità di conservazione consigliate, per evitare alterazioni delle proprietà organolettiche dell’alimento.

Prodotti biologici al supermercato: pro e contro

Dopo questa analisi verrebbe naturale chiedersi se è davvero possibile acquistare dei prodotti biologici al supermercato. La risposta è si, ma con alcune limitazioni. Innanzitutto le normative di legge tutelano i consumatori, garantendo controlli e un iter burocratico che le aziende devono seguire per ottenere le certificazioni di produzione biologica.

Allo stesso tempo la legge non prevede limitazioni alla territorialità degli ingredienti e dei semilavorati, quindi ad esempio un’azienda può utilizzare prodotti biologici di origine comunitaria, lavorarli e offrire sul mercato un prodotto considerato a tutti gli effetti biologico. In realtà si tratta di alimenti che hanno alle spalle centinaia di chilometri, che sono stati sottoposti ai controlli nel loro Paese di origine e possono utilizzare una percentuale minima di prodotti non bio.

Anche il prezzo è un fattore determinante, infatti è difficile pensare a un prodotto completamente biologico che possa entrare sul mercato con un costo estremamente competitivo, come succede per la maggior parte degli articoli della grande distribuzione. Quindi non bisogna comprare prodotti bio al supermercato? La risposta è ovviamente no, si possono acquistare alimenti naturali privi di sostanze nocive per la salute e l’ambiente, specialmente per mantenere bassi i costi legati all’alimentazione familiare.

Tuttavia i veri prodotti biologici sono quelli locali a filiera corta, contraddistinti da un prezzo che garantisce il rispetto delle norme e delle condizioni dei lavoratori impegnati nella loro produzione, lavorazione e commercializzazione. Bisogna trovare una giusta via di mezzo, magari comprando prodotti di uso quotidiano come la pasta e i biscotti al supermercato, mentre altri come la frutta, la verdura, le marmellate e così via nei negozi specializzati nel biologico.

Leggere attentamente le etichette ha permesso negli ultimi anni di cambiare il settore alimentare, portando nella grande distribuzione una maggiore attenzione alla qualità dei prodotti e agli imballaggi. Chi vuole mangiare biologico può comprare alcuni prodotti al supermercato, ma come integrazione e soluzione per mantenere bassi i costi, tuttavia è indispensabile rifornirsi anche in piccoli punti vendita in grado di offrire una qualità e una territorialità realmente biologiche.