Come fare il concime organico in casa da soli

Vuoi fertilizzare le piante del balcone in maniera naturale? Stai cercando una guida per preparare il concime biologico fatto in casa? Non vuoi adoperare prodotti chimici per le piantine dell’orto? La soluzione ideale è realizzare un composto fai da te, utilizzando alcuni semplici consigli per ottenere un prodotto perfettamente compatibile con ortaggi, fiori e altre piante. Vediamo come fare il concime in casa da soli, per dare nuova energia alle essenze vegetali senza usare sostanze artificiali.

Cos’è il concime naturale

Il concime organico altro non è che il compost, un prodotto ottenuto utilizzando gli scarti alimentari, i quali attraverso un procedimento di decomposizione naturale si trasformano in un terriccio altamente nutritivo. Questo composto è ricco di sostanze benefiche per le piante, con tantissimi nutrienti fondamentali per la loro crescita, perciò è in grado di far crescere le essenze rapidamente, rigogliose e forti.

Solitamente il compost è caratterizzato da una colorazione scura, tuttavia dipende molto dagli alimenti impiegati per realizzare il fertilizzante, perciò potrebbe assumere una sfumatura leggermente più chiara o tendente al marrone. All’interno i resti di cibi, bucce, semi e scarti contengono una grande quantità di microorganismi naturali, i quali grazie all’aiuto di vermi e batteri arricchiscono il preparato rendendolo un perfetto prodotto energetico per le piante.

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Come preparare il concime biologico fatto in casa

Per realizzare il concime fatto in casa è necessario acquistare un contenitore per il compostaggio, all’interno del quale gettare i rifiuti organici domestici. Ovviamente è possibile comprare una struttura già pronta, acquistandola online o in un negozio specializzato, altrimenti si può costruire da soli utilizzando delle assi di legno. In questo caso eviterei la plastica e i metalli, poiché con le infiltrazioni d’acqua potrebbero rilasciare sostanze chimiche nel contenitore, perciò nel dubbio meglio optare per del legno non trattato o al massimo per della bioplastica.

Come base per il compost è consigliabile usare della terra sterile, lievemente alcalina, come la torba ad esempio. Oltre a fornire un impasto neutro, da arricchire con i nutrienti forniti dagli scarti alimentari in decomposizione, la presenza di un substrato di terra velocizza l’interno processo, aumenta la resa del compostaggio e ne migliora la qualità finale. La struttura invece deve avere dimensioni adeguate alla quantità di concime organico che si vuole ottenere.

In media, per un uso domestico, può bastare un contenitore alto un metro, largo e profondo 100/150 cm a seconda dello spazio a disposizione, aperto in cima se i cattivi odori non sono un problema altrimenti è possibile inserire una chiusura superiore. Qualora si preferisse la versione aperta, è importante mettere da parte i rifiuti organici e inserirli nella compostiera tutti insieme, altrimenti con il modello chiuso è possibile versarli giornalmente o in base alla proprie necessità personali, senza restrizioni.

Cosa posso usare per fare il compost e cosa evitare?

Ovviamente non tutti i rifiuti organici sono compatibili con il compostaggio, soprattutto se la finalità è ottenere un fertilizzante per le piantine dell’orto. I prodotti che possono essere utilizzati per il concime organico sono:

  • scarti vegetali delle cucina
  • fondi del caffè e del tè
  • foglie e sfalci dell’erba
  • piccole potature
  • rametti secchi
  • ceneri di legna non trattata
  • bucce e gusci d’uova
  • semi e alimenti marci

Al contrario alcuni rifiuti, anche se organici, non dovrebbero mai essere impiegati per il fertilizzante naturale, perciò è meglio evitare di mettere nel compost i seguenti prodotti:

  • ossa e peli
  • carta e tessuti naturali
  • resti di cibi cotti (soprattutto carni)
  • feci umane e animali

Altri materiali come gli sfalci delle potature sono invece adatti, allo stesso tempo andrebbero sempre sminuzzati perché richiedono molto tempo per degradarsi. L’erba tagliata del prato è spesso acida, inoltre emana un cattivo odore dopo alcune settimane, perciò è importante non esagerare con la quantità inserita nella compostiera. Anche le piante malate, oppure le erbacce, non andrebbero unite agli scarti vegetali, perché possono diffondere malattie alle altre specie o riempire l’orto e i vasi di infestanti.

Come gestire la compostiera per un concime naturale di qualità?

A questo punto siamo pronti, abbiamo sistemato il contenitore per il compost, sappiamo esattamente cosa utilizzare per realizzare il concime organico e cosa invece non mettere. Come abbiamo accennato prima, se la struttura è aperta è meglio inserire tutto il compostaggio insieme in una volta sola, poiché la pioggia potrebbe rovinare il processo di decomposizione, in alternativa con una struttura chiusa si possono versare gli scarti un poco alla volta.

Il procedimento naturale di biodegradabilità richiede la presenza dell’ossigeno, un elemento essenziale per avviare la decomposizione. Per questo motivo è necessario mischiare frequentemente il composto, lasciando entrare l’ossigeno all’interno del preparato, soprattutto se si riempie gradualmente il contenitore. La massa di rifiuti organici e terra neutra inizierà quindi a riscaldarsi internamente, un fenomeno naturale che consente di eliminare alcuni batteri e igienizzare il compost.

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Dopo una ventina di giorni si entra nella seconda fase, chiamata di fermentazione, decisamente più stabile e caratterizzata da temperature meno elevate all’interno. Durante un periodo di 30/45 giorni il composto deve essere mischiato almeno 3/4 volte, per garantire la formazione di un terriccio concimato omogeneo e contraddistinto dalle stesse proprietà organolettiche. Infine c’è l’ultima fase della maturazione, la più lunga in assoluto, che può durare all’incirca dai 9 ai 12 mesi.

In questo periodo i batteri entrano in azione, decomponendo tutti i prodotti presenti nel compost. Durante tale lasso di tempo è fondamentale bagnare di tanto in tanto il terriccio, mantenendo un’umidità elevata ma non superiore al 70%, favorire la circolazione dell’aria mescolando il tutto, infine assicurarsi che nella fase di maturazione il composto sia riparato dai raggi solari diretti e dalla pioggia.

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Come usare il concime organico per fertilizzare l’orto e le piante

Una volta che il concime naturale è pronto, terminato il periodo della maturazione, è possibile usare il composto come un fertilizzante organico biologico, per offrire importanti sostanze nutritive alle piante del balcone e del giardino, all’orto, ai fiori e a qualsiasi specie vegetale. Questo preparato non presenta limitazioni stagionali, perciò può essere adoperato tutto l’anno, rabboccando la terra nei vasi, usandolo mischiato al terriccio per rinvasare alcune piante, oppure per realizzare i solchi in cui coltivare le piantine dell’orto.

In alternativa è possibile utilizzare anche il compost fresco, ovvero quello che non ha ancora passato la fase di maturazione, quindi il concime dopo appena 30/60 giorni dall’inizio dell’operazione. In questo caso però va impiegato soltanto in autunno e inverno, mai d’estate o in primavera con le alte temperature, solamente per fertilizzare le piante dell’orto, delle aiuole e alberi di grandi dimensioni. Da evitare assolutamente l’uso del compost giovane e fresco con piantine da vaso, fiori ed essenze di piccole dimensioni.

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